La giornata dello studente che si è svolta il 22 febbraio al Liceo Scientifico ha suscitato sia apprezzamenti che critiche. Prima iniziativa organizzata dopo l’autogestione pomeridiana di novembre, ha visto una partecipazione più consistente, anche se in molti, anche questa volta, non si sono sentiti coinvolti dall’iniziativa.
I corsi in cui era articolata la giornata erano principalmente di due tipi: proiezione e discussione di un film, e disbattiti su argomenti di attualità.
Le pellicole scelte erano “El Alamein” , sulla guerra italiana in Africa durante il II conflitto mondiale, e “La stella che non c’è” sullo sfruttamento dei lavoratori in Cina.
I dibattiti sono stati quattro, su mafia, intifada, L’Aquila e il terremoto in Abruzzo ed Auschwitz.
“La gente non segue, quindi la situazione diventa caotica”, dice Paolo, studente di IV riferendosi alle proiezioni. In effetti c’è sempre il rischio che questo tipo di iniziativa diventi per molti solo un pretesto per “imbucarsi” e saltare le lezioni. Più d’uno ha poi lamentato che i film proposti fossero troppo “impegnativi” per una giornata dello studente (sic!!! o meglio Sigh!).
Chi ha partecipato alle discussioni ha sostenuto invece, come Eleonora, altra studentessa di IV, che “gli organizzatori se la sono cavata bene”. Tutti comunque sono stati concordi nel contestare agli organizzatori di aver coinvolto poco gli altri studenti nella scelta dei corsi e di aver organizzato la giornata con troppo poco preavviso.
Tra i suggerimento per migliorare le prossime iniziative molti propongono di consultare di più gli studenti per ottenere una maggiore partecipazione a livello organizzativo. Viene poi suggerito l’inserimento di un “numero chiuso” per alcuni corsi, per evitare che si affolli gente nell’auditorium e ottenere più partecipazione alle discussioni. Altri difetti che sono stati fatti notare sono la totale assenza di relatori esterni ed il pessimo,o meglio asssente, servizio d’ordine.
Sull’utilità di queste iniziative, infine, i pareri sono discordi. Molti ritengono che tali momenti di discussione siano utili per informare su tematiche insolite nelle normali lezioni e per dialogare e confrontarci tra noi studenti. Altri, tra cui molti professori, pensano che queste iniziative non siano di alcuna utilità e che,anzi, non siano altro che un modo per saltare le lezioni.
Luca Rickler, Aleksandra Melnicenko, Federica Maggi


