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	<title>LA VOCE DELL&#039;EINSTEIN</title>
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	<description>IL BLOG DEL GIORNALINO DEL LICEO EINSTEIN</description>
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		<title>LA VOCE DELL&#039;EINSTEIN</title>
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		<title>Italia 150</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 20:38:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzoapra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;anno che si sta concludendo è stato il 150° dall&#8217;Unità d&#8217;Italia. Questo anniversario ha riservato una bella sorpresa : molti sembrano aver riscoperto l&#8217;orgoglio di essere parte di un solo popolo,al di là delle contrapposizioni politiche,sociali e territoriali che, spesso ferocemente, da sempre ci affliggono. Parallelamente ha riacquistato valore il termine “Patria” appannato per molti [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=562&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;anno che si sta concludendo è stato il 150° dall&#8217;Unità d&#8217;Italia.</p>
<p>Questo anniversario ha riservato una bella sorpresa : molti sembrano aver riscoperto l&#8217;orgoglio di essere parte di un solo popolo,al di là delle contrapposizioni politiche,sociali e territoriali che, spesso ferocemente, da sempre ci affliggono. Parallelamente ha riacquistato valore il termine “Patria” appannato per molti anni dall&#8217;uso perverso che ne aveva fatto il fascismo e su cui paradossalmente una certa destra non redenta aveva poi continuato ad avere il monopolio. Finalmente si è ritornati ad intendere questa parola come espressione dell&#8217;idea alta e nobile di una nazione comune.</p>
<p>In tutta Italia sono apparse bandiere tricolori ai balconi e non si trattava di festeggiare la vittoria ad un mondiale di calcio!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Torino in particolare c&#8217;è stato un&#8217;incredibile esplosione di bandiere nazionali. Certo avrà contato il fatto di sentirsi “quelli che l&#8217; Italia l&#8217;abbiamo fatta noi!” ma penso che questo orgoglio anacronistico e campanilistico non basti a spiegare tanta entusiastica partecipazione all&#8217;evento. Drappi tricolori hanno sventolato in ogni quartiere,compresi quelli notoriamente abitati dalle discendenze dei tanti italiani del Sud arrivati quassù con la grande immigrazione interna del boom economico. E mi pare interessante riflettere sui tanti vessilli comparsi in zone ad alta densità di stranieri come per esempio Porta Palazzo. Forse italiani si può diventare anche se non lo si è nati!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Lungo tutta la penisola si sono susseguiti eventi,mostre,convegni celebrative e ovunque si sono registrare presenze record.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quest&#8217;anniversario è però stato anche segnato dalla pesantissima crisi economica che ha colpito l&#8217;Italia e tutto il mondo.<br />
Non dobbiamo perciò dimenticarci gli ultimi grotteschi, rocamboleschi e convulsi mesi del governo Berlusconi con le buffe e brutte tempo figure dei ministri che sono terminati con la caduta del suddetto governo e l&#8217;insediamento di Monti a primo ministro d&#8217;emergenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si devono però ricordare anche le grandi manifestazioni sia quelle più “famose” (referendum del 13 e 14 Giunio) sia quelle passate un po&#8217; inosservate oppure oscurate da altri eventi come per esempio le manifestazioni studentesche (il 17 novembre prima di tutto) ma anche quelle delle donne come per esempio “se non ora quando?” e , per finire, le proteste, troppo spesso sconfinate nella violenza dei No-Tav e dei Indignati.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con l&#8217;augurio di un anno con sacrifici lacrime e sangue ma che finalmente servano e che colpiscano tutti auguro a tutti buon natale e felice anno nuovo.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornalinoeinstein.wordpress.com/562/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornalinoeinstein.wordpress.com/562/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornalinoeinstein.wordpress.com/562/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornalinoeinstein.wordpress.com/562/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornalinoeinstein.wordpress.com/562/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornalinoeinstein.wordpress.com/562/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornalinoeinstein.wordpress.com/562/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornalinoeinstein.wordpress.com/562/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornalinoeinstein.wordpress.com/562/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornalinoeinstein.wordpress.com/562/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornalinoeinstein.wordpress.com/562/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornalinoeinstein.wordpress.com/562/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornalinoeinstein.wordpress.com/562/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornalinoeinstein.wordpress.com/562/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=562&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>LASCIATEMI DIVERTIRE</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 20:36:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzoapra</dc:creator>
				<category><![CDATA[L&#039;angolo dei pensieri]]></category>

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		<description><![CDATA[Essere o non essere Questo è il problema Piovigginando sale Nel mezzo del commino di nostra vita Siccome immobile Non s&#8217;à da fare Acqua azzurra Al petto della madre mesta Il fatto illacrimata sepoltura E lasciatemi divertire Non sono grullerie Si son presi il nostro cuore Sapete cosa sono? Svanir poco a poco M&#8217;illumino D&#8217;immenso [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=560&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">Essere o non essere</p>
<p style="text-align:center;">Questo è il problema</p>
<p style="text-align:center;">Piovigginando sale</p>
<p style="text-align:center;">Nel mezzo del commino di nostra vita</p>
<p style="text-align:center;">Siccome immobile</p>
<p style="text-align:center;">Non s&#8217;à da fare</p>
<p style="text-align:center;">Acqua azzurra</p>
<p style="text-align:center;">Al petto della madre mesta</p>
<p style="text-align:center;">Il fatto illacrimata sepoltura</p>
<p style="text-align:center;">E lasciatemi divertire</p>
<p style="text-align:center;">Non sono grullerie</p>
<p style="text-align:center;">Si son presi il nostro cuore</p>
<p style="text-align:center;">Sapete cosa sono?</p>
<p style="text-align:center;">Svanir poco a poco</p>
<p style="text-align:center;">M&#8217;illumino</p>
<p style="text-align:center;">D&#8217;immenso</p>
<p style="text-align:center;">Levato vincere d&#8217;improvviso un giorno</p>
<p style="text-align:center;">M&#8217;è compagno un amico</p>
<p style="text-align:center;">Tra la folla vedrai che basta poco</p>
<p style="text-align:center;">Ma anche questa è passata: non sono più solo</p>
<p style="text-align:center;">Dell&#8217;elmo di Scipio</p>
<p style="text-align:center;">Iddio la creò</p>
<p style="text-align:center;">Nessuno può fermare il tempo</p>
<p style="text-align:center;">Non si può dire che sia servito a molto</p>
<p style="text-align:center;">Perchè il male della terra, non fu tolto</p>
<p style="text-align:center;">Oh, in fondo al cuore ci credo</p>
<p style="text-align:center;">Noi trionferemo un giorno</p>
<p style="text-align:center;">E fai che finisca ogni conflitto</p>
<p style="text-align:center;">Addio mia bella patria addio</p>
<p style="text-align:center;">Un&#8217;intera nottata</p>
<p style="text-align:center;">Buttato vicino</p>
<p style="text-align:center;">A un compagno</p>
<p style="text-align:center;">Che non è rimasto</p>
<p style="text-align:center;">A morire</p>
<p style="text-align:center;">Dormire</p>
<p style="text-align:center;">Forse</p>
<p style="text-align:center;">Sognare</p>
<p style="text-align:center;">Niente</p>
<p style="text-align:center;">Di più</p>
<p style="text-align:center;">Ei fu</p>
<p style="text-align:center;">La vecchia gioventù</p>
<p style="text-align:center;">Nelle piazze</p>
<p style="text-align:center;">Gridava</p>
<p style="text-align:center;">“LIBERTÀ”</p>
<p style="text-align:center;">Perchè?</p>
<p style="text-align:center;">Sopportare la violenza dei oppressori</p>
<p style="text-align:center;">L&#8217;offese degli arroganti</p>
<p style="text-align:center;">Agonia dell&#8217;amore</p>
<p style="text-align:center;">Perchè il Paziente deve subire</p>
<p style="text-align:center;">Da chi non vale niente</p>
<p style="text-align:center;">Ma griderò “LASCIATEMI DIVERTIRE”</p>
<p style="text-align:center;">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornalinoeinstein.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornalinoeinstein.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornalinoeinstein.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornalinoeinstein.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornalinoeinstein.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornalinoeinstein.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornalinoeinstein.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornalinoeinstein.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornalinoeinstein.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornalinoeinstein.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornalinoeinstein.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornalinoeinstein.wordpress.com/560/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornalinoeinstein.wordpress.com/560/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornalinoeinstein.wordpress.com/560/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=560&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>“Serena”</title>
		<link>http://giornalinoeinstein.wordpress.com/2012/02/20/serena-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 12:51:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzoapra</dc:creator>
				<category><![CDATA[L&#039;angolo dei pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Racconto del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[2. Due caratteri, un solo cuore. Assorta nei suoi pensieri, Serena era seduta sul divano a righe verdi e gialle della sua cameretta. Tra le mani stringeva una tazza di tè bollente, sul quale soffiava dolcemente affinché si raffreddasse. Un’espressione spenta albergava sul suo viso. Era passato poco più di un mese dal giorno in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=556&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong>2. Due caratteri, un solo cuore.</strong></p>
<p>Assorta nei suoi pensieri, Serena era seduta sul divano a righe verdi e gialle della sua cameretta. Tra le mani stringeva una tazza di tè bollente, sul quale soffiava dolcemente affinché si raffreddasse. Un’espressione spenta albergava sul suo viso.</p>
<p>Era passato poco più di un mese dal giorno in cui si era in parte riscoperta, ma ora la grinta di quel momento era scomparsa dai suoi occhi. La madre, come al solito, aveva trovato il modo di farla sentire una nullità.</p>
<p>Bisogna dire, tuttavia, che i suoi genitori naturali non erano più in vita: la mamma, Olga, era morta dandola alla luce, mentre il padre, che si chiamava Fabrizio, due anni e mezzo dopo quel tragico evento, si era risposato con la cognata per non far mancare a Serena il calore materno che le era stato negato fin dalla sua venuta al mondo. Purtroppo però, al terzo compleanno della figlia, la meningite lo aveva portato in un sonno profondo da cui non si era più risvegliato. La bambina, nonostante questi tragici eventi, ebbe un’infanzia felice, soprattutto grazie a suo fratello Lorenzo, più grande di lei di circa cinque anni. I due si erano voluti molto bene fin da sempre e il loro era un legame speciale, forse rafforzato dalla scomparsa dei loro genitori, la quale li aveva resi praticamente inseparabili.</p>
<p>Iniziò a sorseggiare lentamente il tè. Il guaio che aveva combinato pochi giorni prima non era poi così grave, anzi era già riuscita a risolvere la questione; tuttavia, la reazione della matrigna continuava ad apparirle nella mente. Ciò che la turbava maggiormente, però, era il silenzio, apparentemente ingiustificato, che era calato sul loro rapporto: non riusciva a capacitarsene; sapeva solo che la faceva soffrire. A volte, infatti, è meglio litigare con qualcuno, ma chiarirsi, piuttosto che rinchiudersi in una bolla di taciturnità satura d’incertezze. Come se non bastasse, a questo dispiacere si era unita nuovamente la malinconia che spesso si impossessava di lei.</p>
<p>Un sospiro profondo allentò per qualche attimo la morsa di dolore che la intrappolava. Si alzò svogliatamente dal divano per posare la tazza, ormai vuota, nel lavello della cucina: le sue gambe tremavano e a malapena riusciva a reggersi in piedi. Da dove veniva tutto quello sconforto? Chi le aveva gettato addosso quell’insicurezza che la faceva sentire come un seme che da poco era riuscito a germogliare e ora si trovava ad affrontare un uragano? Era debole, avvilita e le pareva impossibile sconfiggere quel vuoto che dentro di sé si stava ingigantendo sempre più</p>
<p>a causa di qualcosa che non era chiaro nemmeno a lei cosa fosse e che per questo non riusciva a superare. Sapeva solo che si nutriva dei suoi cupi pensieri e degli insuccessi che accumulava.</p>
<p>Aveva notato da un po’ di tempo che dentro di lei c’erano due persone diverse, con caratteri, pensieri, abitudini, gusti esattamente opposti: il problema era che entravano in conflitto di continuo, e come si può trovare la tranquillità che tutti cercano se si vive costantemente questa battaglia?</p>
<p>In quel rifugio momentaneo che si era creata, non reagiva, non faceva il minimo movimento: rimaneva lì, immobile, in balia del silenzio della sua stanza. Non voleva darla vinta a quel sentimento di arrendevolezza che aveva invaso la sua mente, ma non riusciva proprio a trovare la forza di rialzarsi: avrebbe deciso sul da farsi solo quando lo scontro che stava avendo luogo tra le due forze contrastanti che vivevano in lei si sarebbe concluso. Fino ad allora non le rimaneva che aspettare.</p>
<p>Si sa, però, che non sempre la vita dà il tempo necessario per prendere ogni decisione con calma e dopo una lunga serie di ragionamenti, e per quanto un riparo possa essere sicuro, non è mai del tutto impenetrabile. Così, quando il telefono squillò, Serena si alzò di scatto e lo osservò: stava vibrando sulle note di una dolce melodia, ma qualcosa in lei sentiva che non sarebbe capitato nulla di buono negli attimi che stavano per seguire. Rispose: era sua madre. Aveva la voce tremante e c’era tanta confusione come sottofondo.</p>
<p>&lt;&lt;Serena, perdon … fzzz … i giorni scor … zzz … ospeda … bzz … z … papà … zzzz … incidente … zz. Ora è in coma … fzz… tardi … Click. Tut-tut-tut-tut…&gt;&gt;.</p>
<p>La conversazione era finita senza che lei avesse potuto dire una parola. Non era riuscita a capire molto, ma continuavano a rimbombarle nella testa le parole “papà-incidente-coma”. Sconvolta, provò a chiamare di nuovo, ma niente, il telefono della madre non era più raggiungibile.</p>
<p>Afferrò il cappotto e il cappello e, messi gli stivali, si ritrovò per le strade di Sarichioi, dopo aver chiuso a chiave la porta di casa. In questo paesino di campagna in cui viveva, esisteva un unico ospedale ed era lì che si stava dirigendo in bici. Di colpo si fermò a guardare il cielo: era nuvoloso e presto sarebbe arrivata la sera. Soffiava un vento freddo che sulla pelle delle guance, bagnate dalle lacrime, faceva ancor più male.</p>
<p>Riprese a pedalare dopo essersi asciugata il viso. Sapeva, ormai da qualche anno, che Elizabeth non era la sua vera mamma e che il suo papà naturale non era più in vita, ma amava le persone che l’avevano accettata e cresciuta e per questo, ora, provava angoscia al pensiero di dover dire addio a una di loro.</p>
<p>Arrivò davanti al Pronto Soccorso. La sirena di un’ambulanza che stava arrivando le fece venire i brividi lungo tutta la schiena: aveva sempre odiato quel suono così stridulo e acuto. Bloccò con catena e lucchetto la bici a un palo e corse verso l’entrata dell’ospedale, non sapendo ancora precisamente cosa dovesse aspettarsi. Il cuore le batteva in maniera anomala per l’inquietudine che stava provando e non riusciva a darsi pace sapendo che le sue intuizioni potevano essere fondate.</p>
<p style="text-align:right;">Cristina Andreea Andrei</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornalinoeinstein.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornalinoeinstein.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornalinoeinstein.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornalinoeinstein.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornalinoeinstein.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornalinoeinstein.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornalinoeinstein.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornalinoeinstein.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornalinoeinstein.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornalinoeinstein.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornalinoeinstein.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornalinoeinstein.wordpress.com/556/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornalinoeinstein.wordpress.com/556/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornalinoeinstein.wordpress.com/556/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=556&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Imparare la teoria del peak oil giocando</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 12:48:39 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco un flashgame creato nel 2008 per scoprire il mondo dell’economia petrolifera. “La politica è l’ombra gettata sulla società dai grandi interessi”. È con questa citazione del filosofo americano John Dewey che si apre “Oiligarchy” un flashgame creato nel 2008 da Molleindustria, un sito di giochi satirici già noto per “McDonald’s Video Game” e “Operazione: [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=554&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco un flashgame creato nel 2008 per scoprire il mondo dell’economia petrolifera.</p>
<p>“La politica è l’ombra gettata sulla società dai grandi interessi”. È con questa citazione del filosofo americano John Dewey che si apre “Oiligarchy” un flashgame creato nel 2008 da Molleindustria, un sito di giochi satirici già noto per “McDonald’s Video Game” e “Operazione: Pretofilia”. Un gioco creato con un unico obbiettivo: guidare il giocatore nella scoperta del crudele mondo del petrolio. Un gioco molto semplice da imparare che, tuttavia, può finire in modi diversi, a seconda di come si comporta il giocatore; questi dovrà indossare i panni di amministratore delegato di una grande multinazionale americana del petrolio e avrà l’obbiettivo di investire saggiamente il denaro della compagnia per assicurare un costante rifornimento di oro nero per la nazione americana.</p>
<p>La chiave per comprendere a pieno l’anima del gioco è la teoria del picco di Hubbert, la teoria scientifica che descrive l’evoluzione temporale della produzione di qualsiasi risorsa minerale o di origine fossile (come appunto il petrolio). Inizialmente formulata su osservazioni dei dati estrattivi del carbone in Pennsylvania, fu poi applicata per descrivere l’evoluzione della produzione di petrolio negli Stati Uniti. Hubbert, il geofisico che formulò la teoria, calcolò nel 1956 che entro gli anni ’70 la produzione di petrolio statunitense avrebbe raggiunto la sua quantità massima per poi declinare inesorabilmente. La previsione si rivelò clamorosamente esatta e, siccome, il picco coincise con la crisi petrolifera degli anni ’70, Hubbert divenne probabilmente il più famoso geofisico al mondo. Attualmente si calcola che il picco arriverà nel 2020. Dopodichè la produzione mondiale di petrolio è destinata a declinare, pur conoscendo qualche temporaneo momento di incremento. Da un punto di vista matematico il picco rappresenta il massimo assoluto della curva del grafico della produzione di petrolio. Ci sarà, quindi, un momento in cui la domanda di quello che in fondo è considerato un bene di prima necessità (nel mercato petrolifero si tende a non farsi concorrenza proprio per questo) sarà più alta della produzione massima disponibile. Il risultato è che ci sarà un punto in cui, sebbene la produzione di petrolio sarà ancora a livelli nell’ordine di svariati milioni di barili al giorno, ci sarà una parte della domanda che non sarà soddisfatta, determinando un vertiginoso aumento del prezzo al barile. Ci vorranno, dunque, delle fonti energetiche alternative, ma sarà la politica in grado di determinare un cambiamento nel mercato delle fonti energetiche?</p>
<p>Su questo punto “Oiligarchy” insegna chiaramente che la politica, se viene corrotta dal petroliere (il giocatore), è destinata ad opporsi ad ogni istanza di cambiamento. È proprio su questo che si gioca il destino di una partita a questo videogame. È il giocatore, cioè il petroliere, che determina il destino della partita. Essa può finire in quattro modi. Il primo è il licenziamento che accade nel momento in cui egli non è stato capace di soddisfare la domanda, quando ancora il picco non si è verificato. Il secondo modo, il più comune, è M.A.D. (Mutua Distruzione Assicurata), cioè la guerra nucleare per il controllo delle ultime risorse petrolifere, causata da un controllo troppo feroce sulla politica condotto dal giocatore; l’evento scatta quando il prezzo al barile raggiunge i 300$. Il terzo evento, quello buono, è la pensione che si verifica quando il giocatore rinuncia a controllare le decisione politiche e la dipendenza petrolifera scende al di sotto del 25% (mentre in una partita che finisce con M.A.D. essa è almeno al 90%); in questo scenario l’umanità è riuscita a trovare fonti energetiche alternative al petrolio, oltre a uno stile di vita più sano e meno consumistico. Il quarto evento che pone fine alla partita è “Addio Occidente”, in cui si assiste al crollo della civiltà occidentale dovuto ad una crisi economica troppo grave (il PIL deve scendere tre volte sotto il valore che troviamo all’inizio della partita). Il gioco si divide in diversi scenari. Importantissima è Washington, sede delle decisioni politiche della più potente nazione al mondo; il Texas, il primo scenario dove il giocatore può iniziare a trivellare; il Venezuela, da tenere buono con l’aiuto dei militari; la Nigeria, dove un governo perennemente corrotto permette di spadroneggiare sulla popolazione; l’Alaska, dove noiosi caribù aspettano di essere rimpiazzati dai pozzi di petrolio; e l’Iraq, lo scenario più instabile, accessibile solo dopo l’invasione ad opera dell’esercito americano. Ciò che rende più interessante il gioco è il fatto che riguarda qualcosa che ci è estremamente vicino: per avere ogni giorno il nostro pieno di benzina, le compagnie petrolifere rovinano la vita di molte popolazioni nel mondo. Il caso più tragico è quello del popolo degli Ogoni sul delta del Niger, dove la stessa Agip compie le sue trivellazioni in barba ai diritti umani.</p>
<p>Drillin&#8217;, drillin&#8217;, drillin&#8217;, how! Though them boats keep spillin&#8217;, now, Keep them derricks drillin &#8212; more oil! A&#8217;don&#8217;t try to understand it, just use it while we still have it, Soon we&#8217;ll be living high and wild. Some college boys been thinkin&#8217;, Our resources are shrinkin, Soon we&#8217;ll be at the end of our pride. Chop it down. Burn it up! Act now while supplies last! Drill it up! Spill it out!</p>
<p>They still don&#8217;t see oiligarchy!</p>
<p style="text-align:right;">Gerardo Garruto</p>
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		<title>Lavoro minorile</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 12:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzoapra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>

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		<description><![CDATA[Quante volte abbiamo sentito parlare di progresso? Quanto quest&#8217;idea è stata elogiata, esaltata, quanto è stata resa l&#8217;idolo della nostra società? Esso, effettivamente, ha portato enormi ricchezze e grazie ad esso siamo saliti dalla miseria più nera ai vertici dell&#8217;economia globale. Ma tutto ciò a quale prezzo? Non ce ne accorgiamo, chiusi come siamo nel [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=552&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quante volte abbiamo sentito parlare di progresso? Quanto quest&#8217;idea è stata elogiata, esaltata, quanto è stata resa l&#8217;idolo della nostra società? Esso, effettivamente, ha portato enormi ricchezze e grazie ad esso siamo saliti dalla miseria più nera ai vertici dell&#8217;economia globale. Ma tutto ciò a quale prezzo? Non ce ne accorgiamo, chiusi come siamo nel nostro piccolo mondo dorato, ma non molto distante da qui suona una musica del tutto differente; colpi di cannone, spari di fucile per spartirsi una goccia d&#8217;acqua; pianti di bambini che non riescono nemmeno a camminare per la malnutrizione a cui sono sottoposti. La nostra ricchezza, il nostro benessere, in realtà, sono un furto. Noi, mera minoranza, non meritiamo di possedere infinitamente più di quanto posseggono i popoli più poveri, da sempre soggetti ai nostri soprusi. Ma, purtroppo, i nostri misfatti non si fermano qui; ignorando il problema, tacitamente diamo il nostro assenso alle grandi multinazionali che sfruttano non solo le risorse naturali dei Paesi più poveri, ma anche il loro futuro. Infatti, queste tiranniche potenze economiche basano i propri profitti sul lavoro di milioni di bambini, costretti ad esso dal loro stato di povertà.</p>
<p>Qualcuno si è reso conto negli anni della necessità di cambiare questa situazione intollerabile: diverse organizzazioni umanitarie e organismi internazionali si sono mobilitate e hanno cominciato a raccogliere fondi e ad ottenere qualche limitato miglioramento. Negli anni Ottanta fu organizzata una colossale raccolta di fondi, il Live Aid, ma recentemente si è scoperto che quel denaro finì tutto nelle mani dei signori della guerra locali. Inoltre, il giorno dopo molti dimenticarono il problema. E questo, considerando la prevista crescita demografica di queste regioni, peggiorerà. Sebbene vi siano effettivamente stati dei limitati miglioramenti, essi rimangono superficiali e non possono toccare le radici del problema: il generale disinteresse dei popoli ricchi. Solo se l&#8217;intera popolazione si renderà conto della gravità dello sfruttamento minorile, potrà essere risolto. Ogni singolo deve fare, nel proprio piccolo, la propria parte, riducendo gli sprechi, donando soldi o accertandosi che i fondi giungano realmente a destinazione.</p>
<p>Non si possono delegare le proprie responsabilità alla diplomazia internazionale, congelata dai veti e dalle influenze degli interessi economici.</p>
<p>C&#8217;è bisogno di un intervento collettivo, unitario, attento. Una vera risposta internazionale, capace di ignorare l&#8217;allettante profumo dei soldi. Una risposta umana, capace di indignarsi di fronte alla crudeltà dei potenti padroni delle industrie. Questa è l&#8217;unica strada percorribile per ottenere un vero progresso, un progresso che tenga conto di una giusta distribuzione delle ricchezze e strappi via dalla povertà miliardi di persone.</p>
<p style="text-align:right;">Luca Rickler</p>
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		<title>Il viaggio e la memoria delle origini</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 12:05:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzoapra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Alle ore 10:00 del Martedì 20 Dicembre le classi quinte del nostro Liceo scientifico sono state invitate a partecipare ad un importante convegno tenutosi presso il nostro istituto, avente per titolo “Il viaggio e la memoria delle origini: un percorso interculturale”. &#160; Ad introdurre il tema, già largamente discusso in classe, sono stati il professor [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=548&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alle ore 10:00 del Martedì 20 Dicembre le classi quinte del nostro Liceo scientifico sono state invitate a partecipare ad un importante convegno tenutosi presso il nostro istituto, avente per titolo “Il viaggio e la memoria delle origini: un percorso interculturale”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ad introdurre il tema, già largamente discusso in classe, sono stati il professor Alberto Pisci e la professoressa Donatella Ferrero dell’Accademia I.S.A., che ci hanno presentato gli egregi relatori: Yunus ‘Abd al Nur Distefano della CO.RE.IS, Sarah Kaminski e Maria chiara Giorda dell’Univeristà di Torino.</p>
<p>Questi hanno presentato l’importanza che ha il viaggio nella loro religione: islam, ebraismo e buddismo, religioni lontane dalla nostra, ma simili nei propri principi puri.</p>
<p>L’intervento di Yunus ‘Abd al Nur Distefano è stato seguito con particolare attenzione dagli studenti, poiché legato alla visione del film “Viaggio a la Mecca”, pluripremiato nel 2008.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo film si vede come la famiglia islamica trasferitasi in Francia ha la necessità di ritornare in Terra Santa prima che il padre, ormai vecchio e malato, abbandoni la vita. E’ la storia di un padre e di un figlio, ormai lontano dalla realtà paterna, che alla fine del viaggio tornano profondamente uniti. Un famoso proverbio cinese recita, invero, “Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita”.</p>
<p>Se, infatti, all’inizio il ragazzo è quasi in contrapposizione e conflitto con il padre, grazie alla determinazione e alla fermezza di quest’ultimo, anche il figlio torna a casa cresciuto e più consapevole; e in un certo senso anche lo spettatore alla fine del film lascia la sala con un bagaglio in più, così come diceva il famoso scrittore americano J.Kerouak.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ha seguito poi l’intervento di Sarah Kaminski, che ci ha parlato dell’ebraismo. Anche in questo caso le classi erano state preparate con il film “Ogni cosa è illuminata”: esso racconta la storia di un ragazzo che va a cercare le proprie origini ebree con l’aiuto di una compagnia balcanica impegnata, per l’appunto, nell’accompagnare gli ebrei nei loro luoghi originari. La ricerca è difficoltosa e lunga e, nonostante il capo della compagnia conosca molto bene quei luoghi dove ogni giorno accompagna gli ebrei, non riesce proprio a trovare il paese da cui veniva la famiglia del ragazzo. “Il vero viaggio di scoperta, infatti, non consiste nel cercare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi” (M. Proust) e così è pure per il ragazzo che non deve cercare nuove terre inesistenti per scoprire le sue origini, ma deve semplicemente guardare la realtà con occhi diversi, con occhi vivi!</p>
<p>Ha seguito, infine, l’intervento di Maria Chiara Giorda, che ha avvicinato gli studenti alle religioni orientali, in particolare a quella buddista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Queste religioni così diverse dalla nostra hanno fortemente colpito i ragazzi, che sono rimasti affascinati dal mondo orientale. Paradossalmente, un aforisma di Edgar Allan Poe, scrittore americano di gialli, esprime al meglio il concetto di base di tutto il buddismo: “Viaggiare è come sognare: la differenza è che non tutti, al risveglio, ricordano qualcosa, mentre ognuno conserva calda memoria della meta da cui è tornato”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I buddisti, infatti, credono nel fenomeno della reincarnazione secondo il quale dopo essersi bagnati nelle acque del Gange e ,quindi, essersi purificati, il loro karma può abitare il corpo di un altro individuo dopo la morte. Pochi al “risveglio” nella nuova vita si ricordano qualcosa del passato, ma certamente ognuno di loro sa, perché lo conserva segretamente nella propria memoria, quale sia stata la meta passata.</p>
<p>Inoltre, a dimostrare come il viaggio non sia altro che una metafora per identificare la vita stessa, c’è stato un lungo ma appassionante intervento di Imad Moussalit, un migrante dell’associazione “La Palma”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con la sua storia ha saputo commuovere, appassionare, intenerire e, al tempo stesso, far ridere gli studenti che ascoltavano le sue parole con stupore. Imad era scappato dal suo paese quando era ancora molto giovane a causa della guerra e, trovandosi solo in una grande città, si sentiva perso e abbandonato. Nel corso della sua vita ha fatto i lavori più umili e sottopagati e ha cercato di mettere da parte alcuni soldi per potersi comprare un tetto. Certo non è stato per niente facile se pensiamo, per esempio, a quando gli uomini del mezzogiorno solo 50 anni fa vennero al Nord per scappare dalla fame e in cerca di lavoro, se pensiamo a quante difficoltà hanno incontrato loro che erano pur sempre italiani, non è difficile capire la situazione senz’altro più drammatica di questo migrante islamico, che ad un tratto si catapulta prima in Toscana, poi a Milano, a Genova e infine qui a Torino. Ma “Arrivando ad ogni nuova città il viaggiatore ritrova un suo passato che non sapeva di avere” (Calvino). In ogni città infatti lui, seppur inconsciamente, si è portato dietro il bagaglio del proprio passato e ha saputo metterlo in gioco, rivalutarlo; gli è stato utile in certi casi e in altri lo ha punito, ma lui non si è mai dato per vinto. E adesso sulla soglia dei 40 anni può essere soddisfatto del proprio viaggio, cha ancora adesso continua.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Concludo con un aforisma di St. Agostino, che racchiude in sé, a mio avviso, il modo più puro, dolce ed avvolgente di viaggiare:</p>
<p>“Il mondo è un libro e chi non viaggia legge solo una pagina”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Federica Maggi</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornalinoeinstein.wordpress.com/548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornalinoeinstein.wordpress.com/548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornalinoeinstein.wordpress.com/548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornalinoeinstein.wordpress.com/548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornalinoeinstein.wordpress.com/548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornalinoeinstein.wordpress.com/548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornalinoeinstein.wordpress.com/548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornalinoeinstein.wordpress.com/548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornalinoeinstein.wordpress.com/548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornalinoeinstein.wordpress.com/548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornalinoeinstein.wordpress.com/548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornalinoeinstein.wordpress.com/548/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornalinoeinstein.wordpress.com/548/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornalinoeinstein.wordpress.com/548/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=548&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Chiarimenti con&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 12:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzoapra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Chiarimenti con...]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ogni anno anche quest’anno ci sono state le elezioni per i rappresentati d’istituto e nella sede del Liceo scientifico sono stati eletti Alberto Giunipero e Davide Raffa. Parliamo con Davide per alcuni chiarimenti e dubbi. Tu e Alberto eravate di due liste diverse quando vi siete candidati,adesso che siete entrambi rappresentanti questo vi spaventa? [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=540&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="LEFT"><em><span style="font-size:x-small;">Come ogni anno anche quest’anno ci sono state le elezioni per i rappresentati d’istituto e nella sede del Liceo scientifico sono stati eletti Alberto Giunipero e </span><span style="font-size:x-small;"><strong>Davide Raffa</strong></span><span style="font-size:x-small;">. Parliamo con Davide per alcuni chiarimenti e dubbi.</span></em></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'Berlin Sans FB Demi', sans-serif;"><strong>Tu e Alberto eravate di due liste diverse quando vi siete candidati,adesso che siete entrambi rappresentanti questo vi spaventa?</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Ovviamente abbiamo idee diverse ma la cosa non mi spaventa più di tanto perche spero ci sia comunque collaborazione tra me e Alberto. Penso inoltre che dalla diversità di idee nasca sempre un confronto dai risvolti positivi: non dobbiamo avere i paraocchi,perché per migliorare noi stessi e quindi lavorare al meglio c’è bisogno di tale confronto.</span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'Berlin Sans FB Demi', sans-serif;"><strong>Cosa pensate di fare di concreto da qui a Dicembre?</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Prima di tutto creeremo un gruppo Einstein su Facebook, un mezzo di comunicazione valido ma non solo,per la trasmissione di informazioni tra noi studenti;poi verranno apposte due scatole delle idee, una per ogni sede,nelle quale chiunque potrà inserire biglietti con sopra scritti i propri dubbi,consigli,idee o anche perché no,alcune critiche. Pensiamo inoltre di creare l’Esecutivo,un organo autorizzato composto da studenti che affiancano noi rappresentanti d’istituto e ci aiutano a svolgere gli incarichi più importanti; ci siamo anche mobilitati all’esterno,ovvero si sta cercando di creare un gemellaggio con l’istituto tecnico Peano per avviare uno scambio utile di informazioni e di idee tra noi studenti .</span></span></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'Berlin Sans FB Demi', sans-serif;"><strong>Alla candidatura avete parlato entrambi dell’importanza della comunicazione tra studenti,come pensate di rafforzarla?</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Pensiamo di rafforzare la comunicazione tra noi studenti tramite la scatola delle idee,il gruppo Einstein,volantini informativi,ma soprattutto attraverso il Collettivo Einstein, con l’intento di farne almeno uno ogni mese.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'Berlin Sans FB Demi', sans-serif;"><strong>Come mai un compito così importante in un anno molto impegnativo come la quinta?</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Personalmente credo di essere arrivato ad un grado di maturità tale da essere pronto per ricoprire questo difficile ruolo:ecco perché ho scelto proprio quest’anno,ed anche se dal punto di vista scolastico può sembrare una scelta azzardata spero di riuscire al meglio nel mio intento .</span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">
<p lang="it-IT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'Berlin Sans FB Demi', sans-serif;"><strong>Dopo le quattro gloriose giornate di Novembre siete soddisfatti dei risultati ottenuti e andrete avanti nella vostra lotta?</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">E come non esserlo?! Siamo non soddisfatti,di più:è stata una delle poche volte in cui c’era voglia di fare,di essere utili, di cambiare qualcosa. Quasi tutti gli studenti hanno collaborato e siamo veramente fieri ed orgogliosi di loro. Ed è stato incredibile vedere le due sedi così unite,non ho mai visto sinceramente questo spirito di fratellanza in quattro anni di liceo e di ciò ne sono davvero molto contento .</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'Berlin Sans FB Demi', sans-serif;"><strong>Quale pensate sia stato il motivo di tale successo?</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Sicuramente il sentimento di comune malessere che ormai tutti noi studenti viviamo,ma anche la perfetta gestione e organizzazione di tutte le attività. Da questo ultimo punto di vista i meriti vanno soprattutto a quegli studenti che si sono fermati la notte a scuola senza nulla togliere a chiunque abbia aderito a queste quattro giornate: ognuno ,nel suo piccolo,ha contribuito enormemente per la riuscita di tutto ciò.</span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">
<p lang="it-IT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'Berlin Sans FB Demi', sans-serif;"><strong>Quali saranno dunque i cambiamenti in seguito alla vostra protesta?</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Mmmh bella domanda! Sinceramente penso che in concreto poco cambierà,ma lì importante è stato l’esserci fatti sentire all’esterno delle mura scolastiche e dimostrare che noi ci siamo ancora e ci crediamo.</span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY">
<p lang="it-IT" align="RIGHT"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">A cura di </span><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Federica Maggi</span></p>
<p lang="it-IT" align="LEFT">
<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color:#333333;"><em><br />
</em></span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornalinoeinstein.wordpress.com/540/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornalinoeinstein.wordpress.com/540/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornalinoeinstein.wordpress.com/540/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornalinoeinstein.wordpress.com/540/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornalinoeinstein.wordpress.com/540/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornalinoeinstein.wordpress.com/540/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornalinoeinstein.wordpress.com/540/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornalinoeinstein.wordpress.com/540/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornalinoeinstein.wordpress.com/540/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornalinoeinstein.wordpress.com/540/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornalinoeinstein.wordpress.com/540/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornalinoeinstein.wordpress.com/540/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornalinoeinstein.wordpress.com/540/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornalinoeinstein.wordpress.com/540/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=540&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>A tu per tu con..</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 12:55:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzoapra</dc:creator>
				<category><![CDATA[A tu per tu con...]]></category>

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		<description><![CDATA[B-Steve ha iniziato in modo del tutto naturale, aveva circa 13 anni, un&#8217;età di cambiamento e di contrasto, soprattutto a livello emotivo. Il rap è un modo d&#8217;espressione molto semplice, diretto, in cui si da più peso ai contenuti che al modo con cui esporli. Gli dava soddisfazione perché dopo il primo testo scritto riusciva [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=537&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT" align="LEFT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"><span style="font-size:x-small;"><em>B-Steve ha iniziato in modo del tutto naturale, aveva circa 13 anni, un&#8217;età di cambiamento e di contrasto, soprattutto a livello emotivo. Il rap è un modo d&#8217;espressione molto semplice, diretto, in cui si da più peso ai contenuti che al modo con cui esporli. Gli dava soddisfazione perché dopo il primo testo scritto riusciva a liberarsi da un po&#8217; di peso da cui si sentiva oppresso. Lo alleggeriva e rileggendo ciò che aveva appena scritto focalizzava meglio il problema o la causa del momentaneo malessere, alleviandolo e talvolta annullandolo completamente.<br />
E&#8217; la stessa sensazione che prova ogni volta che scrive. </em></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color:#333333;">“<span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"><em>Mi fa sentire bene, ecco perché lo faccio”:).</em></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'Berlin Sans FB Demi', sans-serif;"><strong>Qual è la tua canzone preferita scritta fin&#8217;ora? e come è nata?</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">La canzone che credo sia venuta meglio è &#8220;Non annego&#8221;&#8230;non è conosciutissima, tuttavia è una delle poche che, riascoltandola, riesce sempre a suscitarmi emozioni positive.<br />
L&#8217;ho scritta in tempi diversi, non è uscita di botto come la maggior parte dei miei testi, ma è stata frutto di una riflessione più lunga, dovuta alla mia necessità di fotografare al meglio il sentimento che provavo nel momento in cui mi è venuta l&#8217;ispirazione.<br />
Per chi la volesse ascoltare è una traccia del mio disco &#8220;IN SCENA EP&#8221;, uscito lo scorso febbraio.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'Berlin Sans FB Demi', sans-serif;"><strong>Per scrivere i testi delle tue canzoni dove trovi ispirazione? C&#8217;è qualche cantante famoso da cui prendi esempio?</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">L&#8217;ispirazione, come la gran parte dei rappers, la si trova dal quotidiano, da ciò che ti capita durante la giornata, dai particolari che attirano maggiormente la mia attenzione. A volte mi capita di ispirarmi ascoltando un pezzo di qualcun&#8217;altro e scrivere un testo che non c&#8217;entra assolutamente niente col brano ascoltato. Dipende sempre dall&#8217;emozione che provo.<br />
I miei artisti preferiti sono i ONEMIC di Torino (scusate ma un po&#8217; di orgoglio ci sta XD), per la loro sincerità e la capacità di trasmettere emozioni in modo pulito, ma sempre d&#8217;impatto.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'Berlin Sans FB Demi', sans-serif;"><strong>Com&#8217;è stata l&#8217;esperienza di collaborare con un artista internazionale? Dopo questo esperimento pensi che farai altre collaborazioni?</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">L&#8217;esperienza è stata sicuramente positiva. ALLU e&#8217; un mio grande amico, conosciuto durante uno scambio internazionale. L&#8217;idea di collaborare con lui è nata soprattutto dal desiderio di voler realizzare qualcosa insieme e vedere l&#8217;effetto che faceva, sul pubblico e su noi stessi. Il risultato è stato un brano particolare, il cui tema è la bellezza dell&#8217;apertura verso le altre culture; abbiamo fatto questo pezzo in onore della diversità culturale e dell&#8217;entusiasmo che proviamo a fare esperienze nuove, da cui possono nascere amicizie sincere e durature.<br />
Riguardo a nuove collaborazioni ancora non posso assicurare niente, ma sto lavorando al mio prossimo progetto e tutto è possibile.</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;"><br />
</span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:'Berlin Sans FB Demi', sans-serif;"><strong>Un consiglio a chi come te vuole fare della musica la sua vita.</strong></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">L&#8217;unico consiglio che posso dare e provarci sempre e soprattutto iniziare a coltivare quest&#8217;abitudine come un modo per divertirsi. Se si ha intenzione però di fare un passo un po&#8217; più lungo, che può essere la registrazione in studio o la firma con una casa discografica (non è il mio caso), si deve essere sicuri di quello che si fa, essere davvero soddisfatti ma soprattutto avere un po&#8217; di basi, che si acquisiscono solo con l&#8217;ascolto e con tanto tanto esercizio, altrimenti si rischia di sprecare tempo e denaro.</span></span></p>
<p lang="it-IT" align="RIGHT"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">A cura di </span><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Federica Maggi</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornalinoeinstein.wordpress.com/537/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornalinoeinstein.wordpress.com/537/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornalinoeinstein.wordpress.com/537/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornalinoeinstein.wordpress.com/537/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornalinoeinstein.wordpress.com/537/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornalinoeinstein.wordpress.com/537/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornalinoeinstein.wordpress.com/537/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornalinoeinstein.wordpress.com/537/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornalinoeinstein.wordpress.com/537/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornalinoeinstein.wordpress.com/537/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornalinoeinstein.wordpress.com/537/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornalinoeinstein.wordpress.com/537/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornalinoeinstein.wordpress.com/537/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornalinoeinstein.wordpress.com/537/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=537&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>“Serena”</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 12:54:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzoapra</dc:creator>
				<category><![CDATA[L&#039;angolo dei pensieri]]></category>
		<category><![CDATA[Racconto del mese]]></category>

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		<description><![CDATA[1. Il ritorno della luna La pioggia scendeva dolcemente sugli alberi che si trovavano lungo il viale; il vento faceva volteggiare le foglie, ingiallite così inaspettatamente pochi giorni prima, e poneva fine ai loro assoli facendole precipitare in maniera rocambolesca sull’asfalto bagnato. All’improvviso quell’aria umida le riportò alla mente l’immagine di una bimba di pochi [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=534&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><strong>1. Il ritorno della luna</strong></p>
<p align="LEFT"><span style="font-size:medium;">La pioggia scendeva dolcemente sugli alberi che si trovavano lungo il viale; il vento faceva volteggiare le foglie, ingiallite così inaspettatamente pochi giorni prima, e poneva fine ai loro assoli facendole precipitare in maniera rocambolesca sull’asfalto bagnato.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:medium;">All’improvviso quell’aria umida le riportò alla mente l’immagine di una bimba di pochi anni, stesa su una panca e avvolta in una coperta marrone, nel momento in cui, al riparo di una tettoia, si stava addormentando ascoltando il ticchettio sommesso delle gocce, le quali cadevano sempre più numerose dal cielo candido come la neve. Un sorriso radioso le illuminava il volto, mentre la nonna lavorava a maglia, come suo solito, vegliando su di lei. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:medium;">Rimase assorta in questo ricordo della sua infanzia finché non si ritrovò davanti a un’enorme pozzanghera: si sporse leggermente in avanti, quanto le bastava per specchiarvisi. Era molto esitante, per questo ebbe l’impulso di portarsi la mano dietro al collo: si sentiva insicura perché c’erano sempre alcuni tratti di sé non le piacevano.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:medium;">Notò il riflesso di una ragazza di diciassette anni, dal viso ovale, le guance paffute, il naso un po’ grande e gli occhi… gli occhi erano uno spettacolo! Trattenevano a stento uno scintillio che li rendeva così profondi che chiunque li avesse guardati con un po’ di attenzione, avrebbe creduto di trovarsi in aperta campagna, tra il verde delle chiome degli alberi, trapassate da raggi splendenti, e il marrone intenso della terra bagnata, perché questi erano i colori che caratterizzavano i suoi occhi. Il problema era che raramente si notava la grande sensibilità che esprimevano poiché si illuminavano soltanto quando qualcuno riusciva a toccare i tasti più profondi della sua anima, e finora in pochi ci erano riusciti, ma solo parzialmente.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:medium;">Una folata di vento le scompigliò i lunghi capelli mossi, di un colore tra il biondo e il castano. Guardò l’orologio: se non si fosse sbrigata sarebbe arrivata tardi all’allenamento di pallavolo. Oltrepassò la pozzanghera e, con passo svelto, si avviò verso la palestra, situata poco lontano da casa sua. Mentre camminava, tuttavia, non riusciva a capire perché fosse così complicata, e più se lo domandava, più le venivano in mente tutti i suoi difetti; inoltre non era in grado di spiegarsi quelle debolezze che aveva. Quando arrivò, salutò le sue compagne di squadra e, dopo essersi cambiata velocemente, iniziò ad allenarsi. Per quanti sforzi facesse, non riusciva a rimanere concentrata: la sua mente era occupata da tutti i suoi fallimenti, e il continuare a sbagliare le schiacciate non migliorava affatto il suo umore, anzi.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://giornalinoeinstein.files.wordpress.com/2011/12/384106_236080443120947_141976442531348_671727_2071891625_n1.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-544" title="384106_236080443120947_141976442531348_671727_2071891625_n" src="http://giornalinoeinstein.files.wordpress.com/2011/12/384106_236080443120947_141976442531348_671727_2071891625_n1.jpg?w=614" alt=""   /></a></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-size:medium;">Serena! Devi essere più sicura di te stessa! Se non hai fiducia in te, come puoi pretendere di mandare la palla oltre la rete? Non pensare ad altro; pensa a giocare, divertiti!”. Le parole dell’istruttore riecheggiarono per tutta la palestra; sgranò gli occhi e strinse la palla tra le mani: “Fiducia… in me?” bisbigliò a mezza voce. Era esterrefatta. Dopo aver udito quelle parole, si sentiva come se qualcosa dentro di lei si fosse sbloccato, come se un enigma, rimasto irrisolto per troppo tempo perché dimenticato, avesse finalmente trovato la sua soluzione. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:medium;">Lentamente sulla sua bocca iniziò a farsi spazio un sorriso: aveva appena scoperto come rimediare ad alcune delle sue manchevolezze. Sapeva benissimo che non sarebbe stato semplice, ma, nonostante tutto, sentiva un’insolita energia scorrerle dentro, dovuta alla speranza di un nuovo inizio, e anche se non aveva mai amato i grandi cambiamenti, l’istinto le diceva di non preoccuparsi perché quello sarebbe stato il primo di svariati tasselli che avrebbero colmato il grande senso di vuoto presente in lei. </span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-size:medium;">Bene ragazze, per oggi basta. Ci vediamo la prossima volta.” disse l’istruttore prima di fischiare la fine della partita. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-size:medium;">Serena andò nello spogliatoio e, dopo aver indossato il cappotto, cominciò ad avviarsi verso casa. Aveva smesso di piovere da poco e la sera era scesa delicatamente su ogni angolo della città. Mentre camminava per lo stesso viale che aveva attraversato precedentemente, osservò con meraviglia la luna: nonostante fosse nella fase crescente, era comunque abbastanza luminosa da riflettere sui rami esili degli alberi il suo bagliore, formando per terra ombre contorte e affusolate e creando un affascinante gioco di luci tra il chiaro-scuro. Si fermò ad ammirare il cielo, rimanendo con il naso all’insù per parecchi minuti. Comprese che quello che stava osservando con aria così stupefatta era ciò che aveva dentro di sé: un’anima blu come la notte, rischiarata finalmente da un barlume di luce che era mancato per troppo, davvero troppo tempo. Ora sapeva che incominciare a credere in se stessa non era sbagliato, ma anzi necessario per iniziare di nuovo a brillare proprio come i suoi incantevoli occhi.</span></p>
<h2 align="RIGHT"><span style="color:#333333;"><span style="font-family:Tahoma, Verdana, Arial, sans-serif;"><span style="font-size:small;">Andrei Andreea Cristina</span></span></span></h2>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/giornalinoeinstein.wordpress.com/534/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/giornalinoeinstein.wordpress.com/534/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/giornalinoeinstein.wordpress.com/534/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/giornalinoeinstein.wordpress.com/534/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/giornalinoeinstein.wordpress.com/534/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/giornalinoeinstein.wordpress.com/534/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/giornalinoeinstein.wordpress.com/534/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/giornalinoeinstein.wordpress.com/534/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/giornalinoeinstein.wordpress.com/534/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/giornalinoeinstein.wordpress.com/534/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/giornalinoeinstein.wordpress.com/534/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/giornalinoeinstein.wordpress.com/534/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/giornalinoeinstein.wordpress.com/534/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/giornalinoeinstein.wordpress.com/534/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=534&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;IMPRONTA ECOLOGICA DEL CIBO</title>
		<link>http://giornalinoeinstein.wordpress.com/2011/12/15/limpronta-ecologica-del-cibo/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 12:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lorenzoapra</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Quanto costa a Madre Natura mantenere il nostro stile di vita?  Quanto grande è la nostra impronta ecologica?  L&#8217;impronta ecologica indica quanta superficie di sistemi ecologici produttivi, quindi foreste, terre agricole, acque marine, è necessaria per le risorse che consumiamo e per i rifiuti che produciamo.  La media calcolata per gli abitanti della terra è [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=giornalinoeinstein.wordpress.com&amp;blog=11869234&amp;post=532&amp;subd=giornalinoeinstein&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:left;">Quanto costa a Madre Natura mantenere il nostro stile di vita?</p>
<p style="text-align:left;"> Quanto grande è la nostra impronta ecologica?</p>
<p style="text-align:left;"> L&#8217;impronta ecologica indica quanta superficie di sistemi ecologici produttivi, quindi foreste, terre agricole, acque marine, è necessaria per le risorse che consumiamo e per i rifiuti che produciamo.</p>
<p style="text-align:left;"> La media calcolata per gli abitanti della terra è di 2,7 ettari pro capite, ma nella realtà sono disponibili soltanto 1,8 ettari per ciascun essere umano.</p>
<p style="text-align:left;"> Quest&#8217;ultimo dato tende a diminuire con l&#8217;aumento della popolazione mondiale.</p>
<p style="text-align:left;"> Bisogna aggiungere che l&#8217;impronta ecologica non è la stessa i tutti i paesi.</p>
<p style="text-align:left;"> Uno statunitense ha un&#8217;impronta pari a 8,00 ettari, un messicano una pari a 3,00 ettari, un cinese una pari a 2,21 ettari, mentre un indiano una di 0,91 ettari.</p>
<p style="text-align:left;"> Consumiamo più di quanto abbiamo a disposizione, ma soprattutto i nostri consumi crescono a dismisura.</p>
<p style="text-align:left;"> Per esempio, l&#8217;italiano medio aveva un&#8217;impronta ecologica di 3,11 ettari pro capite nel 2000, ora raggiunge i 4,99 ettari.</p>
<p style="text-align:left;"> Queste cifre dipendono dalle abitudini alimentari, dal modo in cui ci spostiamo e dai servizi che usufruiamo. Alcuni cibi hanno un&#8217;impronta più grande rispetto ad altri.</p>
<p style="text-align:left;"> Basti pensare che per produrre 1 kg di caffè occorrono 21.000 l d&#8217;acqua. Anche la produzione della carne richiede ingenti risorse, si va dai 15.500 l per il manzo ai 3.900 l per il pollo, ma a questo si devono aggiungere le tonnellate di mangime per il bestiame.</p>
<p style="text-align:left;"> Altri cibi per esempio hanno un&#8217;impronta più leggera rispetto ad altri: per 1 kg di riso servono 3.400 l d&#8217;acqua, per 1 kg di frumento 1.300 l mentre per una mela 70 l.</p>
<p style="text-align:left;"> A seconda della dieta che si segue, si ha un&#8217;impronta ecologica diversa.</p>
<p style="text-align:left;"> Un asiatico adulto consuma fra i 130 kg e i 180 kg di cereali all&#8217;anno, mentre uno statunitense di classe media ne consuma più di 1000 kg annui, dei quali l&#8217;80% attraverso il consumo di carni di animali nutrite con cereali.</p>
<p style="text-align:left;">In media un asiatico consuma 56 g di proteine di cui il 14% di origine animale, mentre uno statunitense ne consuma ben 96 grammi al giorno di cui il 68% di origine animale.</p>
<p style="text-align:left;"> Preferire alimenti quali verdure e frutta di stagione o legumi potrebbe servire ad alleggerire il carico che la Natura si prende.</p>
<p style="text-align:left;"> Con questo non si chiede di cambiare drasticamente le abitudini alimentari, come smettere di mangiare carne o non bere più il caffè, ma averne un consumo più consapevole.</p>
<p style="text-align:left;"> Una piccola impronta oggi, un grande passo per il domani!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align:right;"><span style="font-family:Tahoma, sans-serif;">Xileny Seijas Portocarrero</span></p>
<p lang="it-IT">
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