Oggi è stata una grande giornata per il liceo A. Einstein.
Dalle 8:00 alle 14:00 si è tenuta un’assemblea degli studenti, non autorizzata, nell’auditorium della scuola. Si è parlato di molte cose e cercherò di riassumerle al meglio, ma la cosa che più mi è parsa significativa è stata lo spirito che ha legato noi studenti: ragazzi dello scientifico, del socio e del linguistico hanno collaborato, partecipato al dibattito, espresso idee e opinioni con sincerità, entusiasmo e rispetto.
Siamo stati una scuola unita. E possiamo già vedere i risultati.
Questa mattina eravamo in circa 300 davanti alla scuola, al freddo, riuniti ad ascoltare un gruppo di nostri compagni col megafono. Alcuni perplessi, altri già sicuri di cosa volevano. Altri ancora intenzionati a non dare fiducia alla volontà di dare una voce alla protesta dell’Einstein. Ognuno ha potuto agire secondo coscienza, scegliere liberamente se entrare, partecipare all’assemblea o tornare a casa.
Dopo molto parlare sotto la finestra dell’aula insegnanti siamo entrati a scuola. La preside ci ha tollerati all’interno del suo edificio – della nostra scuola! – e ci siamo trasferiti nell’Auditorium. Alcuni se ne sono andati. Ma chi è rimasto, chi ha seguito cuore, ideali o una semplice curiosità, ha capito che questa volta l’intenzione è stata quella di fare sul serio.
Quindi l’Assemblea è iniziata.
È stato domandato il perché di questa protesta. Molte sono state le risposte.
Il governo Berlusconi è caduto, ma ciò non significa che non siano più in vigore i suoi provvedimenti.
Monti e il suo governo hanno come principale scopo quello di risollevare l’economia italiana. Ma di tutto il resto chi se ne occuperà?
Quali saranno i mezzi impegnati per fare ciò? Sarà sempre la classe dei lavoratori a rimetterci?
È a queste domande che cerchiamo risposta.
Ebbene, la troveremo domani. La proposta di invitare un esperto affinché ci informi è divenuta fatto e realtà. Domani, in assemblea autorizzata, ci parlerà dell’economia italiana e mondiale, delle relazioni che le legano e di ciò che potrebbe accadere.
Ma non è tutto: ciò che apprenderemo nelle assemblee e ciò che faremo nei prossimi giorni deve raggiungere tutta la cittadinanza torinese. Per farlo è stato proposto di informare donne, anziani, lavoratori, ragazzi. Chiunque si trovi per le strade e nei bar e nei negozi della città.
Usciremo dall’Einstein per parlare con loro!
Tornando ai fatti dell’assemblea: molto altro è venuto fuori in queste sei ore di dibattito.
È stato posto nuovamente accento sui problemi degli edifici che ci ospitano: segnalazioni di classi in cui piove dentro, ante delle finestre cadute, porte non a norma
Abbiamo discusso a lungo su quale fosse la via migliore per protestare e per farci sentire. Chi a favore dell’autogestione, chi a favore di una più drastica occupazione, in molti hanno espresso con correttezza e educazione le loro opinioni.
Si è alzata la voce, a volte, spesso.
Ma nessuno ha dimenticato che gli obiettivi da raggiungere sono gli stessi per tutti e la scelta del mezzo per ottenerli è stata fatta in modo democratico.
Mentre l’Assemblea discuteva di tutto ciò, i nostri rappresentanti di istituto hanno sostenuto un lungo colloquio con la preside, nel quale sono state esposte le richieste dell’Assemblea.
Sono tornati dopo 3 ore e solo dopo aver raggiunto un accordo.
Stasera si potrà dormire a scuola: 10 ragazzi hanno dato il loro nome e porteranno avanti la protesta simbolicamente, per tutti noi.
Domani è stata autorizzata un’assemblea di cinque ore, nelle quali si discuteranno i punti già detti.
Un altro fatto mi riempie di orgoglio: La Stampa è stata chiamata ed è venuta. Questo vuol dire che ci sarà un articolo che parlerà della nostra protesta.
Alcune riprese dell’assemblea sono anche state allegate a una mail inviata ai principali giornali e a Striscia.
Ci siamo mossi sulle orme degli avvenimenti di Trieste e da qui al 17 il nostro liceo sarà un laboratorio di democrazia.
Ci stiamo riappropriando della nostra scuola per renderla il luogo di crescita, dibattito, confronto e informazione che dovrebbe essere.
Questo è quanto è avvenuto oggi 14 novembre 2011 nella nostra scuola e, qualsiasi sia stato il ruolo che abbiamo avuto all’interno di ciò, dobbiamo esserne fieri.
Ma ricordate: il fine ultimo, reale e innegabile di ciò che abbiamo fatto e faremo è ottenere la partecipazione massima alla manifestazione del 17.
Concludo con una semplice considerazione: quello che abbiamo fatto è stato possibile perché la maggioranza degli studenti ha finalmente agito secondo i dettami del proprio cervello.
Chi è rimasto in classe è da rispettare come chi ha partecipato o come chi è andato a casa.
Questo ha permesso di fare stime reali della situazione.
Grazie a tutti.
Laura Mongi classe IV BS
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